Intervista Lia Serra…

Intervista Lia Serra…

Di cosa si occupa concretamente una Wedding Planner?

È un servizio che inizia dalla parte burocratica: definizione della data dell’evento, scelta della location in base all’esigenze degli sposi. Poi si entra nel dettaglio: scelta degli inviti e delle partecipazioni, individuazione del tema del matrimonio o dell’evento, come ad esempio un colore o una canzone, da cui poi si sviluppa tutto il progetto.

Cosa possono chiederle le coppie di futuri sposi che si rivolgono a lei?

Come detto, mi occupo di tutte le fasi di organizzazione del matrimonio. Posso quindi pensare a tutto io, ma i futuri sposi potrebbero anche richiedere che io mi occupi solo di alcune delle suddette fasi, come ad esempio la parte burocratica o la scelta dell’abito o ancora il viaggio di nozze.

Quando e perché ha deciso di intraprendere questo percorso professionale?

Un anno fa. Dopo essermi laureata in lingue ed essermi precedentemente occupata di turismo, gestendo un terminal crociere, ho scelto di dare sfogo a una passione che da sempre affiorava e sopiva. Ho frequentato un corso di Wedding Planner, ho acquisito le competenze giuste, formando un mio gusto anche in fatto di moda, ma non solo.

Quali sono le competenze fondamentali per svolgere il suo mestiere?

Sono svariate. Bisogna conoscere i tessuti, per suggerire la corretta scelta dell’abito di nozze, ma anche i fiori, i modi più indicati per abbinarli di volta in volta al contesto. Le orchidee, per farle un esempio, non stanno benissimo in agriturismo. Non si può sbagliare, bisogna essere pronti a tutto per soddisfare le esigenze degli sposi. La wedding planner è anche un po’ psicologa, perché deve entrare in armonia con la coppia. Deve seguire gli sposi in tutto, da quando si fissa la data fino al giorno del matrimonio.

Qual è il matrimonio che ha organizzato e di cui va più fiera?

Sono felicissima quando mi capita l’occasione di organizzare un matrimonio straniero. Sono situazioni in cui ho la possibilità di aprire la mia mente e di arricchirmi, anche se la parte burocratica è più complessa.

C’è un competitor che stima particolarmente?

Sanda Pandza. Ho fatto un workshop con lei, la adoro. Mi piace il suo gusto, io farei le stesse cose che fa lei. Mi ritengo una persona attenta al particolare.

C’è più gusto a lavorare e a sposarsi in Puglia?

La nostra regione ha un appeal straordinario sugli stranieri, è spesso la scelta di tanti forestieri quando si tratta di stabilire il luogo delle nozze. Loro vedono quello che finora noi abbiamo sottovalutato. La Puglia però non è solo il matrimonio tra gli alberi d’ulivo e il mare. Ci sono posti eleganti e chic, è molto completa. E poi si può lavorare sempre, grazie al clima mite che la caratterizza. Io mi sento molto a mio ago con gli stranieri, ma amo l’Italia.

Come mai qualcuno storce il naso quando si parla di Wedding Planner?

Da noi non c’è la cultura della Wedding Planner, ci si affida spesso al fai da te. La verità è che una brava Wedding Planner non impone, perché quello del matrimonio è il giorno più bello e intimo per la coppia. Io propongo le location in base al numero di persone, sì, ma poi la scelta finale spetta agli sposi. Idem per l’abito: suggerisco i trucchi per essere bellissima, ma non forzo. La mia è una consulenza.

Perché gli sposi dovrebbero scegliere te?

Per la semplicità. Io vivo di rapporti umani, per come sono caratterialmente avrebbero vita facile, li metteriei a loro agio, si sentirebbero tranquilli perché non sono ansiosa, ma faccio le cose con calma. E poi ascolto molto, si creerebbe un particolare feeling, perché sono una persona molto disponibile. Penso, inoltre, di avere buon gusto. Poi, ripeto, una wedding planner deve capire le paure e le ansie di una donna e cercare di tranquillizzarla in tutti i modi. E a me piace molto ascoltare le persone, entrare nel merito della personalità, creare un rapporto amichevole e non un rapporto finalizzato al lavoro. Amo, insomma, fare arrivare gli sposi sereni il giorno dell’evento.